Abbiamo scoperto la Cappella di Sant’Anna online tempo fa: la sua posizione panoramica ci aveva subito affascinati. Per molto tempo, però, non abbiamo preso in considerazione l’idea di andarci, convinti che fosse inaccessibile per chi ha una disabilità motoria. E invece… grazie alla chiacchierata con una persona del posto, abbiamo scoperto che la strada che porta alla cappella poteva essere alla nostra portata. Così, in un pomeriggio di agosto del 2024, ci siamo messi in cammino.
Dalla strada che porta a Cervinia abbiamo deviato su un percorso sterrato – teoricamente chiuso al traffico, ma in Valle d’Aosta le persone con contrassegno per la sosta dei disabili possono percorrerlo. Attenzione però: la strada ha una sbarra e non è sempre aperta. Noi siamo stati fortunati, perché senza poter fare un tratto in macchina sarebbe impossibile affrontarlo a piedi spingendo un passeggino o una carrozzina. La deviazione si trova sopra il Lago di Maen.
Dopo circa 15 minuti di salita in auto, tra curve e tornanti, siamo arrivati all’Alpeggio Promindoz, dove poco sotto abbiamo lasciato la macchina. Avremmo potuto proseguire in auto fino quasi alla cappella, ma abbiamo deciso di lasciarci un po’ di avventura 😊.
L’Alpeggio Promindoz è uno dei più antichi della Valtournenche. Per secoli è stato utilizzato come pascolo estivo e conserva ancora oggi le sue baite in pietra tradizionali. Negli anni ’30 qui passava anche un tratto della piccola ferrovia Decauville, costruita per i lavori della diga del Goillet: alcuni resti sono ancora visibili lungo il percorso. L’alpeggio è tuttora attivo in estate e mantiene intatto il suo fascino autentico.
Il tratto dall’alpeggio alla cappella ci ha richiesto circa un’ora, anche se le indicazioni parlano di 35 minuti. Ci siamo fermati spesso per fare foto e abbiamo camminato con calma.
Il percorso non è particolarmente difficile: alterna tratti sterrati e asfaltati e non presenta salite troppo impegnative, anche se in alcuni punti la pendenza supera l’8%. Il fondo è in gran parte compatto, con qualche tratto più sconnesso ma mai pericoloso.
Noi abbiamo utilizzato un passeggino da trekking (con ruote grandi), ed è stato fondamentale. Una carrozzina manuale da città potrebbe fare più fatica, quindi la sconsigliamo. È preferibile essere in più accompagnatori per maggiore sicurezza.
Lungo il percorso non ci sono panchine vere e proprie, ma si trovano facilmente punti dove fermarsi per una pausa o per scattare qualche foto.
Consiglio: affrontate la camminata con il bel tempo e in periodi asciutti, evitando i giorni successivi alla pioggia.
Una volta arrivati, abbiamo lasciato il passeggino poco sotto, perché non è possibile arrivare proprio davanti con le ruote. Tuttavia, il terreno attorno è abbastanza pianeggiante e permette una sosta piacevole, silenziosa e panoramica.
È proprio qui che, nel 2000, Papa Giovanni Paolo II ha trascorso la notte in una tenda, pregando nel silenzio delle montagne. A ricordo di quell’evento, vicino al punto in cui si trovava la tenda, sono stati collocati una croce e una targa commemorativa.
È un luogo molto bello e affascinante, e se siete alla ricerca di tranquillità ve lo consigliamo davvero.
Prima di partire: può essere utile contattare il Comune o l’Ufficio del Turismo di Valtournenche per chiedere conferma dello stato della strada e dell’apertura della sbarra.
Nelle vicinanze della cappella si trovano anche i resti della piccola ferrovia a scartamento ridotto costruita per i lavori della diga del Goillet. La prossima volta ripercorreremo anche un pezzo seguendo i binari!
Abbiamo letto che è possibile raggiungere la Cappella di Sant’Anna anche partendo dall’arrivo della telecabina Salette, seguendo i sentieri 107 e 65. Il percorso dura circa 1 ora e 30 minuti ed è una passeggiata su strada sterrata. Non sappiamo però se sia completamente accessibile a chi ha una disabilità motoria. Se avete informazioni aggiornate, potete lasciarci un commento oppure scriverci tramite la pagina contatti.
Questa escursione alla Cappella di Sant’Anna ci ha ricordato quanto la montagna possa essere accogliente quando si trovano le condizioni giuste. Non sempre è semplice, ma con un po’ di organizzazione e le informazioni corrette si possono vivere esperienze bellissime anche con le ruote.
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